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I crocevia della Scienza. Dialoghi tra natura, storia e cultura

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Medicina, scienze naturali, storia, comunicazione, musica e arte si intrecciano nel ciclo di incontri pensato e voluto dall’Università degli Studi dell’Insubria per la cittadinanza. Cinque incontri tra giugno e luglio, con dieci autorevoli relatori provenienti dall’Italia e dall’estero, sono in calendario a Villa Toeplitz con la copertina: “I crocevia della Scienza. Dialoghi tra natura, storia e cultura”. Gli incontri sono organizzati dal Centro di ricerca sulla Storia della Montagna, della Cultura Materiale e delle Scienze della Terra del Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate dell’Ateneo.

Il ciclo di seminari propone una riflessione critica sul concetto d’interdisciplinarità, per offrire una lettura più efficace e consapevole di questa sfuggente nozione. Ciascuno dei cinque incontri sarà dedicato a un tema fondamentale del dibattito storico-scientifico moderno (scienze mediche e antropologiche; scienze naturali; museografia e studio delle fonti; comunicazione scientifica; scienza, musica e arte). Ogni incontro ospiterà due relatori, che presenteranno brevemente i loro studi e si confronteranno poi tra loro e con due moderatori sui contenuti interdisciplinari delle loro ricerche, in un dialogo aperto al pubblico e a carattere divulgativo.

Si parte il 5 giugno alle ore 15 con l’incontro “Corpi estranei. Una prospettiva antropologica alla storia della medicina”. Francesco Paolo de Ceglia (Università degli Studi di Bari) parlerà di “Santi e vampiri. I limiti della natura in età moderna”: Il Settecento fu il secolo dei vampiri: in Europa si sparsero sempre più numerose voci di defunti che ritornavano a trovare i vivi, causandone la morte. La chiacchierata mira a raccontare questa storia, inserendola nel quadro dell’evoluzione della sensibilità in età moderna e delle differenze tra cattolici e protestanti sui confini tra vita e morte, sul culto dei defunti e dei santi, sui limiti della natura e della potenza del diavolo. Maria Conforti (Sapienza-Università di Roma), nella sua relazione “Corpi inquieti: storia della terra e medicina nel Seicento napoletano”, si soffermerà sul territorio di Napoli, ricco di vulcani e fenomeni idrotermali e soggetto a catastrofi ricorrenti. La filosofia naturale e la medicina d’età moderna hanno studiato questo ambiente, ammirato in Europa per la mitezza del clima e la sua bellezza. L’intervento discuterà la necessità di mobilitare la storia di discipline diverse per comprendere una storia intellettuale e scientifica tra le più affascinanti e complesse dell’Italia moderna.

L’ingresso è libero e gratuito e aperto a tutti gli interessati. A ogni incontro seguirà un rinfresco.

Per informazioni:
Francesco Luzzini (francesco.luzzini@uninsubria.it - 0332-218769)

 

Programma

  • 5 giugno, h 15.00
    Corpi estranei. Una prospettiva antropologica alla storia della medicina
     
    • Francesco Paolo de Ceglia (Università degli Studi di Bari) - Santi e vampiri. I limiti della natura in età moderna
      Il Settecento fu il secolo dei vampiri: in Europa si sparsero sempre più numerose voci di defunti che ritornavano a trovare i vivi, causandone la morte. La chiacchierata mira a raccontare questa storia, inserendola nel quadro dell’evoluzione della sensibilità in età moderna e delle differenze tra cattolici e protestanti sui confini tra vita e morte, sul culto dei defunti e dei santi, sui limiti della natura e della potenza del diavolo.
       
    • Maria Conforti (Sapienza-Università di Roma) - Corpi inquieti: storia della terra e medicina nel Seicento napoletano
      Il territorio di Napoli, ricco di vulcani e fenomeni idrotermali, è soggetto a catastrofi ricorrenti. La filosofia naturale e la medicina d’età moderna hanno studiato questo ambiente, ammirato in Europa per la mitezza del clima e la sua bellezza. L’intervento discuterà la necessità di mobilitare la storia di discipline diverse per comprendere una storia intellettuale e scientifica tra le più affascinanti e complesse dell’Italia moderna.
       
  • 16 giugno, h 15.00
    A proposito di Gaia. Storia della scienza e scienze naturali
     
    • Giulia Rispoli (Max-Planck-Institut für Wissenschaftsgeschichte, Berlin) - Alle origini dell’interdisciplinarità: teorie dei sistemi, cibernetica e tectologia
      Il seminario offre una panoramica storica ed epistemologica sulle teorie sistemiche e cibernetiche. Intende mettere a confronto diverse visioni di sistema e le diramazioni interdisciplinari e transdisciplinari che hanno innervato il loro sviluppo, in particolare nelle scienze biologiche e in ecologia, nel corso del Novecento.
       
    • Francesco Luzzini (Max-Planck-Institut für Wissenschaftsgeschichte, Berlin - Università degli Studi dell’Insubria) - Il libro e la lente. Per un approccio interdisciplinare alla storia delle scienze naturali
      Fare storia delle scienze naturali significa studiare e far interagire tra loro molte discipline differenti. Come si cercherà di dimostrare, l’esito di questa impresa è tutt’altro che scontato: dipende dalla capacità dello studioso d’assimilare nuove competenze, ma anche dalla sua disponibilità a liberarsi di preconcetti settoriali ancora molto diffusi e resistenti.
       
  • 23 giugno, h 15.00
    Oggetti e parole. La scienza in mostra
     
    • Dario Generali (Edizione Nazionale delle Opere di Antonio Vallisneri) - Filologia, ecdotica e storia della scienza
      Una storiografia empirista e critica ha nei testi, nei documenti e nei reperti le proprie fonti principali. Filologia ed ecdotica rappresentano gli strumenti fondamentali per ricostruire e comprendere correttamente le opere, il pensiero degli autori, il cammino e il futuro della scienza.
       
    • Elena Canadelli (Politecnico di Torino) I musei scientifici: crocevia di saperi
      I musei scientifici sono luoghi interdisciplinari per eccellenza. Attraverso le loro collezioni, fatte di oggetti e di archivi, storia, arte e scienza dialogano in maniera proficua, con un occhio al pubblico non specialistico. Attraverso alcuni esempi, l’intervento presenterà sia una storia di questa complessa istituzione, sia le sue potenzialità attuali.
       
  • 29 giugno, h 15.00
    Spiegare la complessità. Scienza e comunicazione
     
    • Marco Bresadola (Università degli Studi di Ferrara) La comunicazione del rischio e la relazione medico-paziente
      Il processo decisionale in campo terapeutico avviene sempre in un contesto di incertezza e di rischio, ma la valutazione di questi aspetti da parte del medico e del paziente si basa su criteri diversi, che rendono la comunicazione tra questi attori particolarmente complessa.
       
    • Pietro Greco (Fondazione IDIS-Città della Scienza di Napoli) La comunicazione della scienza nell’era della conoscenza
      Viviamo nell’era della conoscenza, che si sostiene su due gambe: la produzione di nuova conoscenza scientifica e la sua trasformazione in innovazione tecnologica. In questa era sta emergendo una forte domanda di nuovi diritti di cittadinanza, che molti chiamano di cittadinanza scientifica, e che può essere soddisfatta solo con un adeguato sistema di comunicazione all’interno della comunità scientifica e tra comunità scientifica e resto della società.
       
  • 4 luglio, h 15.00
    Prospettive armoniche. Scie​nze, musica e arte
     
    • Massimo Venuti (Conservatorio “G. Verdi” di Milano) - Due prospettive interdisciplinari: musica, astronomia e armonia dell’universo. I concerti silenti dell’arte: Tiziano e Tintoretto
      Prendendo spunto da alcuni passi platonici di non facile interpretazione, si può comprendere come il sistema musicale e i rapporti planetari fossero guidati da un’unica visione organica, gravida di conseguenze nelle arti e nella poetica. Quadri pittorici quasi incomprensibili a una visione meramente formale, possono avere una loro spiegazione avvalendosi delle conoscenze musicali e filosofiche dei loro autori.
       
    • Corrado Greco (Università degli Studi dell’Insubria) - Recondita armonia. La musica ci parla ancora del mondo e di noi stessi?
      Molteplici sono le connessioni e gli spazi di confronto tra la musica e la scienza. La scienza ha contribuito alle teorizzazioni della musica occidentale. La musica, da parte sua, si è fatta sempre più scaltra nel servirsi della scienza per smarcarsi dai luoghi comuni della sua origine naturale e dell’attinenza esclusiva alla sfera dell’emotività.

 

 
[aggiornato il 20-06-2017]
 
 
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