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Nuovo riconoscimento internazionale al professor Paolo L. Bernardini

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Il Professor Paolo L. Bernardini, ordinario di Storia moderna presso il Dipartimento di Diritto, Economia e Culture, ha vinto una prestigiosa borsa di studio presso la University of Nevada, Las Vegas, negli Stati Uniti.  

Il Professor Paolo L. Bernardini, ordinario di Storia moderna presso il Dipartimento di Diritto, Economia e Culture, ha vinto una prestigiosa borsa di studio presso la University of Nevada, Las Vegas, negli Stati Uniti.
Si tratta della Eadington Fellowship, un finanziamento che gli consentirà di lavorare per un mese presso l’ateneo statunitense, e in particolare al “Center for Gaming Research”, che si occupa, in omaggio alla principale e ben nota fonte di reddito della città, di studi sul gioco. Bernardini è il secondo italiano a ricevere tale finanziamento, dopo il noto semiologo torinese Massimo Leone. 
Attivo dal 2007, il centro contiene una vasta biblioteca dedicata al gioco d’azzardo, la principale al mondo, con opere anche di Cinque e Seicento. Le borse di studio sono dedicate alla memoria di William R. Eadington, nato nel 1946, economista specializzato nello studio del gioco d’azzardo, deceduto nel 2003, e autore di numerosi libri e articoli sul tema, che spaziano dal gioco come problema sociale al gioco come risorsa economica per le comunità. Il suo primo e più importante lavoro, Gambling and Society: Interdisciplinary Studies on the Subject of Gambling, venne pubblicato nel 1976, e raccoglie studi di specialisti sul tema, affrontato, come necessario, in modo interdisciplinare. 
Bernardini lavorerà a una nuova edizione italiana di un lavoro davvero singolare, un testo di un rabbino veneziano di fine Cinquecento, il “Sur Me-ra”, ovvero “Liberati dal male!”, un dialogo dove due interlocutori si interrogano sul significato morale e intellettuale del gioco, concludendo, naturalmente, a favore della sua negatività morale.
“Si tratta di un testo affascinante, scritto da un ebreo coltissimo, futuro rabbino di Venezia, all’età di tredici anni”, ci racconta Bernardini. Del gioco - e infatti si parla di Venezia, patria appunto del gioco d’azzardo e dei casinò, già nella prima età moderna - il rabbino divenne preda, danneggiando sé stesso e la propria famiglia. “Leone Modena è sepolto al Lido di Venezia, molto vicino a dove trascorro i mesi estivi. Che per studiare la sua opera mi rechi a Las Vegas, mostra davvero come il mondo, e soprattutto quello del sapere, sia diventato un villaggio globale”. 
 
[aggiornato il 05-09-2017]
 
 
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