Università degli Studi dell'Insubria

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Portogallo

Testimonianze 

Guida al Portogallo

FARO Rita

Rita, Scienze della Comunicazione
Facoltà di Scienze MM.FF.NN. di Varese
Erasmus nel 2003 (ottobre – dicembre)

Il viaggio

Per raggiungere Faro non ci sono voli diretti, bisogna prendere un volo fino a Lisbona (3 ore di volo) e da lì prendere un aereo per Faro (mezz’ora di volo). C’è il fuso orario, un’ora indietro. L’aeroporto è vicinissimo alla città quindi se non si vuole prendere un taxi ci sono dei comodissimi bus di linea che in 20 minuti portano al centro della città (costo: 1.15 euro). Per quanto riguarda i costi dell’aereo, dipende dalla compagnia con cui si vuole volare.

Personalmente ho viaggiato con la TAP (compagnia aerea portoghese, come la nostra Alitalia) e ho speso sui 300 euro, inclusa la tratta Lisbona – Faro. Se non sbaglio la TAP è l’unica che permette di fare anche la tratta Lisbona – Faro con lo stesso biglietto.

Arrivo

Quando sono arrivata non posso dire di avere avuto grandi difficoltà, sono salita su un taxi che mi ha portato direttamente alla residenza dove avrei dovuto alloggiare. L’unico problema che ho avuto riguardava l’orario.

L’ufficio dove dovevo ritirare le chiavi della mia stanza chiudeva alle 17 e poiché arrivavo con un’ora di ritardo, rischiavo di non avere la stanza. Ma con un paio di telefonate ho risolto tutto, grazie alla disponibilità delle impiegate del centro alloggi e anche al fatto che le mie compagne di Erasmus erano già a Faro.

La città

Faro non è una città grande, la zona caratteristica è la cosiddetta Baixa dove si trovano la maggior parte dei locali, il porto, la stazione dei pullman e del treno. C’è una parte vecchia racchiusa da mura antiche all’interno di cui si snodano strade in pavè e cortili interni, che donano alla città un’aura di storicità, di richiamo a un tempo che ormai non c’è più. Durante tutto l’anno ci sono varie iniziative organizzate dal comune di Faro.

SpiaggiaPer quanto ho potuto sperimentare, i luoghi di divertimento sono concentrati intorno alle discoteche della Baixa, in particolare il Millenium (purtroppo i nomi degli altri locali non li ricordo!) e sono legati agli eventi universitari (la mitica quinta feira, il giovedì è dedicato alla serata universitaria). Bisogna considerare che io sono stata lì da ottobre a dicembre, quindi le possibilità non erano molte, sono sicura che durante la primavera e l’estate le occasioni di divertimento si decuplichino, con feste all’aperto o in spiaggia (credo)!

La mensa universitaria rimane sempre la meta principale. Un avvertimento, mai chiamare la pizza a domicilio! Il risultato è assolutamente atroce! Nella parte bassa della città (quella vicina al porto) ci sono un po’ di ristoranti a prezzo abbordabile e l’immancabile Mc Donalds. In ogni caso la città è fornitissima di supermercati (Pingo Doce, Horta, ecc.), quindi se si volesse cucinare qualcosa con le proprie manine, c’è la possibilità di reperire le “materie prime”!

Mezzi pubblici: l’unico mezzo con cui spostarsi in città è il bus. Si può fare il biglietto direttamente sul mezzo, ma in questo caso viene a costare più del doppio. Infatti, se si comprano i biglietti prima, il costo scende da 1.15 euro a 40 centesimi! Con tanta vergogna, devo ammettere che ancora non so dove si trovino questi preziosi biglietti perché ogni volta che ho chiesto mi hanno rimbalzata da un posto all’altro senza ottenere risultati! L’unico biglietto che ho avuto è grazie all’anima pia di una signora che, riluttante, me l’ha venduto alla fermata! La frequenza è un bus ogni 20 minuti e ci sono fermate proprio davanti a ogni polo universitario (a Penha e Gambelas). La nota negativa è che i bus viaggiano solo fino alle 20 (se non sbaglio), ma forse solo per il periodo invernale. Il nostro mezzo di locomozione preferito, infatti, erano le nostre gambe, con portentosi risultati estetici (gambe sode e atletiche!). Anche perché a ben guardare dal Campus di Penha (dove ci le facoltà di scienze della comunicazione e ingegneria) al centro città ci volevano solo 20 minuti. Diverso è il discorso per il campus di Gambelas (dove ci sono economia e altre facoltà) che si trova molto più lontano.

Le residenze universitarie credo siano la soluzione migliore, permettono di socializzare e sono economiche. Ce n’è una proprio di fianco all’università di Penha, ma quella che consiglio è quella di Ferrajal che si trova vicino alla Baixa (centro città) così rimane più comodo uscire la sera, senza dover fare chilometri di strada a piedi di notte (anche se la città è tranquillissima e sicura). Personalmente ho alloggiato in appartamento privato e mi sono trovata bene lo stesso, l’affitto non era per niente caro, 115 euro per una stanza da condividere con altre due mie compagne.

Faro si trova nella regione meridionale dell’Algarve dove ci sono delle spiagge meravigliose. La soluzione migliore sarebbe affittare una macchina e fare il giro di questa regione meravigliosa, purtroppo le ferrovie non sono molto sviluppate e i tempi in bus sono biblici. Detto questo io ho girato il Portogallo in bus e mi sono trovata bene comunque, anche perché è la soluzione più economica!

La cultura

Per quanto riguarda il Portogallo, è bellissimo; mi è rimasto nel cuore e non vedo l’ora di tornarci. La gente è molto ospitale anche se riservata, il che non è un difetto, anzi! Il Portogallo è un paese speciale perché convivono ancora il passato e la modernità, ci sono ancora dei posti incontaminati dove la storia di questo paese e la sua gente sono rimasti intatti. Inoltre vi convivono culture diverse, da quella brasiliana a quella portoghese a tutti gli influssi della cultura africana, in particolare capoverdiana. Mi riesce ancora difficile esprimere le sensazioni che mi ha lasciato il Portogallo, e credo che l’unico modo sia andarci!

Clima: in inverno la temperatura non scende mai sotto i 5 °C, è piovoso, ma ci possono essere delle giornate straordinarie. Dico solo che il 21 di dicembre ero al mare con maglietta a maniche corte e gente che faceva il bagno grazie ai 21 gradi che ci scaldavano la pelle! Livello di conoscenza dell’inglese: basso, è meglio parlare in italiano!

L’Università

I Corsi universitari sono organizzati più o meno come i nostri, ci sono due semestri a metà dei quali, solitamente, si fa una prova intermedia. La cosa che secondo me è molto positiva è che ogni corso prevede una parte di studio, teorica e una pratica con la presentazione del cosiddetto lavoro pratico. Ad esempio, per l’esame di teoria e tecnica dei media, oltre alle lezioni frontali erano previste delle lezioni sull’uso della telecamera e la realizzazione finale di un cortometraggio.

I professori sono delle persone deliziose e disponibili. Sono consapevoli che gli studenti erasmus sono in una condizione particolare e fanno di tutto per venirti incontro. Nessun problema in questo senso.

Lingua dei corsi e degli esami: portoghese

Esistono alcune residenze per gli studenti, però bisogna mandare la domanda per tempo all’ufficio dei servizi sociali. Altrimenti ci sono parecchi annunci sulle bacheche dell’università.

Con tutta sincerità devo dire che l’ambiente dell’università di Faro non è esattamente quello che mi aspettavo, o meglio, che desideravo prima di partire. Si tratta di un’università relativamente piccola, un po’ come la nostra Insubria, nei corsi che seguivo io eravamo al massimo in 15 persone e sempre gli stessi. Ad ogni modo c’era un rapporto molto stretto con i professori che ci chiamavano per nome e assecondavano tutte le nostre esigenze, addirittura una volta abbiamo avuto una lezione personale su un software di montaggio video. Quindi il vantaggio di stare in un ambiente “intimo” è che alla fine conosci tutti. Inoltre ci sono due bar, due mense, la biblioteca e l’aula dei computer. Non ci si può lamentare. In ogni caso c’è un bellissimo sito internet da visitare per avere un’idea dell’università: http://www.ualg.pt/

La vita quotidiana

La vita normale di tutti i giorni, con la sola differenza che passavo un sacco di tempo in università. Condividere la stanza con altre due persone, nello specifico due mie compagne dell’Insubria, è sicuramente faticoso, ma nulla può ripagare le risate e le stupidate che abbiamo fatto assieme! Condividevamo l’appartamento con un brasiliano e un portoghese, un’esperienza da fare, ma non da ripetere, è proprio in questi momenti che ci si rende conto di quanto siano diversi i nostri modi di vivere – senza scendere nei particolari! Ma sono tutte esperienze che aiutano a vivere e diventare più tolleranti e si impara anche a fare una lavatrice, dopo che si è lavato un mese con l’ammorbidente (messaggio per le mie due compagne di sventura)! Poi c’è il capitolo feste. Ogni giovedì c’è la serata universitaria che ti permette di entrare gratis in una discoteca del centro, ma se si entra nel circuito degli erasmus ogni sera è una festa.

Rientro

Traumatico. Anzi, i primi giorni no, ero contenta di ritrovare tutti (forse perché era anche il periodo di Natale), ma dopo mi sentivo soffocare e mi dava fastidio stare tra la gente e sentire parlare in italiano. Credo che se in quel momento avessi potuto avrei preso il primo aereo, destinazione Portogallo. Poi ci si fa l’abitudine, ma rimane sempre qualcosa dentro che ti fa desiderare di partire di nuovo.

Procedure per il riconoscimento del periodo di studio all’estero: si prende contatto con il professore responsabile dell’Erasmus e lui procede con la convalida. Hai avuto problemi nella procedura di convalida degli esami? No, solo un po’ di ritardo da parte dell’università portoghese nella consegna della documentazione riguardante gli esami.

Consigli…

Oltre alle solite raccomandazioni e ai consigli pratici (che poi servono relativamente), quello che mi sento di dire a un ragazzo/a che sta per intraprendere un’esperienza del genere è di viverla fino in fondo. L’Erasmus è un’esperienza unica, non esistono doveri, ma solo divertimento e spensieratezza, persino svegliarsi al mattino per andare in università diventa un piacere! È un’esperienza che apre la mente, che ti porta a contatto con gente diversa e ti fa scoprire che esistono modi differenti per fare la stessa cosa. Ti rendi conto che sei solo un puntino in mezzo a un’infinità di puntini e ti permette di guardare le cose da più prospettive, non solo la tua. E poi viaggiare è bellissimo, quindi appena potete prendete un treno, un bus, una bicicletta e visitate il paese dove siete ospiti, non rimanete fermi nella vostra città-base. Un ultimo consiglio, stringete più amicizie possibili, sono quelle la vera ricchezza che vi porterete dietro anche dopo l’erasmus (oltre ai vostri ricordi naturalmente…). L’ultima cosa, fate almeno un periodo di sei mesi, tre mesi sono troppo pochi (come ho fatto io), ci si sente come un bambino a cui hanno levato il gelato di bocca. Buona avventura!

Guida al Portogallo

 
[aggiornato il 07-07-2010]
 
 
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