Il 5 per mille dell’imposta sul reddito (IRPEF) può essere destinato all’Università e alla ricerca: lo prevede ormai da qualche anno la legge Finanziaria, che in questo modo consente ai contribuenti di sostenere la ricerca scientifica.
Il 5 per mille non costa nulla e non è in concorrenza con l’8 per mille: è una quota aggiuntiva dell’imponibile, che prima restava allo Stato.
Il nostro Ateneo destinerà le risorse raccolte al sostegno dei giovani ricercatori.
«La ricerca scientifica- afferma il prof. Roberto Accolla, delegato del Rettore per la Ricerca - costituisce un fattore strategico di sviluppo non solo per l’Ateneo, ma anche per il suo territorio di riferimento. La misura prevista dalla Finanziaria offre anche ai cittadini la possibilità - senza alcun onere - di sostenere concretamente i progetti di ricerca condotti nei nostri laboratori. Utilizzeremo le somme raccolte per incentivare la formazione e il lavoro dei giovani ricercatori, motore propulsivo del sistema universitario».
COME PUOI DESTINARE IL 5 PER MILLE NELLA TUA DICHIARAZIONE?
Se sei tenuto alla dichiarazione dei redditi per l’anno 2010, potrai usare le apposite schede allegate ai modelli:
Lo spazio relativo alla scelta del cinque per mille è simile in tutti i modelli.
Per destinare il tuo cinque per mille al nostro ateneo, al momento della compilazione della dichiarazione dei redditi ti basta firmare la casella "Finanziamento della ricerca scientifica e della università" e indicare il codice fiscale dell’Università degli Studi dell’Insubria:
95039180120
Esempio:
...E SE NON SEI TENUTO ALLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI?
Puoi comunque richiedere la scheda per la destinazione del 5 per mille al datore di lavoro o all'ente erogatore della pensione, firmare nello spazio "Finanziamento della ricerca scientifica e della università" e indicare il codice fiscale dell’Università degli Studi dell’Insubria:
95039180120
Chiudi la scheda in una busta, poi sulla busta scrivi DESTINAZIONE CINQUE PER MILLE IRPEF e indica cognome, nome e codice fiscale del contribuente.
Quindi, consegna la busta chiusa a un ufficio postale, uno sportello bancario, che le ricevono gratuitamente, o a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (CAF, commercialista, etc.).